Archivio della categoria: Allevamento Guppy

Alimentazione del guppy

Schiuditoio artigianale per cisti di Artemia Salina

Schiuditoio artigianale per cisti di Artemia Salina

Il guppy è un pesce onnivoro. Per alimentarlo in modo equilibrato possiamo usare, come mangime di base un ottimo cibo secco granulato, magari alternando due – tre tipi, per non essere troppo monotoni nella dieta.

Bisogna sempre tenere presente che in acquario i guppies hanno come esclusiva fonte di cibo solo quello che noi gli somministriamo. Quindi la qualità del mangime si rifletterà sulla salute dei nostri guppy. Oggi i mangimi di alta qualità reperibili in commercio contengono tutte le proteine, grassi, vitamine e minerali necessari per un’alimentazione equilibrata.

Ricordatevi che un guppy in salute significa essenzialmente un pesce vitale, fertile e poco soggetto ad ammalarsi.

Per gli adulti e sub-adulti la dieta andrebbe integrata con larve di zanzara liofilizzate (chi avesse la possibilità di somministrare larve vive di zanzara avrà dei risultati sorprendenti, sia in termini di crescita che di fertilità), artemia salina liofilizzata e sporadicamente anche tubifex, sempre liofilizzati, che costituiscono un cibo molto vigoroso.

In modo particolare alle femmine che verranno usate per la riproduzione bisogna somministrare un cibo contenente un’alta percentuale di proteine e grassi, come lo sono appunto i chironomus e i tubifex. Chi ha la possibilità di somministrare larve di zanzara vive avrà la gioia di vedere femmine di guppy partorire tantissimi piccoli.

Bisogna anche dire, però, che la somministrazione di cibo vivo, soprattutto se prelevato in natura, può veicolare in vasca agenti patogeni di cui poi non è facile liberarsi.

Non bisogna però esagerare con la somministrazione di cibo contenente troppi grassi, come appunto chironomus e tubifex, perché porta spesso a degenerazioni grasse, più evidenti nei maschi, che il più delle volte hanno come ulteriore conseguenza un forte calo di fertilità, una maggiore predisposizione alle malattie ed una vita breve.

Ai guppies giovani sarebbe meglio integrare la dieta anche con naupli di artemia salina appena schiusi o con dafnie vive che hanno anche l’effetto di stimolare i pesci costringendoli a catturare una preda viva.

E’ anche opportuno somministrare sostanze vegetali che seppur contenute nei cibi granulati di ottima qualità non sono mai presenti in percentuali ottimali per l’ esigenze dei  guppies. Per integrare le necessarie proteine vegetali si può somministrare un cibo secco specifico, magari scegliendo un mangime secco veramente vegetale che non dovrebbe superare il 50% di proteine totali, oppure delle alghe essiccate. In commercio troviamo mangimi, sia in scaglie che in granuli, che vengono definiti vegetali ma che poi nei fatti hanno un tasso proteico totale spesso superiore al 50%.

Anche i vari mangimi vegetali, sia granulati che pasticche da fondo, che pubblicizzano in etichetta la presenza di Spirulina, poi nei fatti ne contengono il 5-6% solamente. Attualmente in commercio ho trovato un solo prodotto, in granuli, che contiene il 40% di Spirulina pura e che uso regolarmente per integrare la dieta di giovani ed adulti riproduttori con ottimi risultati.

In passato usavo un pastoncino umido composto da una parte di artemia salina liofilizzata arricchita e da una di alga Spirulina in polvere con l’aggiunta di qualche goccia di prodotto vitaminico che serviva anche ad amalgamare il tutto.

Oggi ho sostituito tale pastoncino con le pasticche “Bottom Spiru 60%” della linea “Blue Line” che con il loro contenuto di Spirulina pura del 60% (è certificata per uso alimentare umano ed inoltre credo che siano le uniche pasticche vegetali in commercio ad avere una percentuale di Spirulina del 60%), mi assicurano un’ottima integrazione alla dieta giornaliera dei miei guppy, senza avere gli inconvenienti del pastoncino in termini di inquinamento della vasca ed inoltre sono sicure sotto l’aspetto sanitario.

 

Mangime in pasticche Bottom Spiru Blue Line

Mangime in pasticche Bottom Spiru 60% della “Blue Line”

 

La Spirulina è una microalga che contiene tutti gli aminoacidi essenziali, grassi polinsaturi e vitamine; assicura così il rafforzamento delle difese immunitarie in generale, favorendo l’incremento della flora intestinale e quindi una buona digestione, che oltre a difendere i guppies da infezioni varie, riduce le sostanze di scarto che finiscono in vasca.

A tal proposito aggiungo che qualche appassionato usa per alimentare i guppies pastoni fatti in casa che, a mio parere, sarebbe meglio evitare, poichè, anche se molto proteici, inquinano moltissimo l’acqua della vasca. Chi volesse alimentare i propri guppy con pastoni casalinghi deve entrare nell’ottica che una volta al giorno deve effettuare un abbondante cambio parziale dell’acqua, altrimenti andrà incontro a cocenti delusioni.

Un discorso a parte va fatto per la dieta dei piccoli guppies. Per assicurare una crescita armoniosa e rapida dei piccoli guppies occorre somministrare loro naupli di artemia salina appena schiusi, almeno tre volte al giorno e comunque non bisogna scendere mai sotto le due somministrazioni giornaliere. Certamente non bisogna disperarsi se un giorno od un fine settimana non possiamo alimentare gli avannotti perché magari siamo fuori casa: i piccoli guppies recupereranno velocemente nei giorni successivi. La somministrazione di naupli di artemia è indispensabile nel primo mese di vita anche se sarebbe meglio continuare anche dopo tale periodo. E’ proprio in questo periodo della loro vita che gli avannotti di guppy hanno la crescita più rapida e quindi, una deficienza alimentare, inciderà sicuramente anche sulla loro taglia futura.

Io somministro naupli di artemia fino all’età adulta ed i miei guppy con una dieta simile mostrano degli splendidi colori, sono molto vitali e resistenti alle malattie. Certamente i piccoli guppies li possiamo anche alimentare con dei mangimi specifici per avannotti ma non avremo mai una crescita rapida ed uno sviluppo armonioso come con una dieta a base di naupli di artemia salina; anche i colori risulteranno meno accesi con l’uso esclusivo di mangimi di fattura industriale. Comunque, dopo le prime tre settimane di vita, la dieta dei piccoli va integrata. Al fianco dei naupli di artemia salina bisogna aggiungere un mangime secco con una buona percentuale di proteine e grassi che aiuti a sostenere il ritmo della loro crescita.

Il microgranulato che adopero nella mia fish room (“Artemia Grains 35″ della linea professionale “Blue Line” – http://www.blue-co.it) è molto particolare, in quanto viene usato negli impianti di acquacoltura professionale per svezzare molto precocemente le larve di pesci dai naupli di artemia salina e quindi per ridurre di molto l’uso dei naupli vivi. E’ ricchissimo in vitamine (Vit. C 2000 mg – Vit. E 700 mg – Vit A 30000 mg – Vit. D 2500 mg), ha un alto tenore in proteine e grassi (proteine 55% – grassi 14%) ed è addizionato con gli stessi acidi grassi e vitamine che vengono usati negli impianti professionali per arricchire i naupli di artemia salina prima di somministrarli alle larve di pesci.

Le vitamine sono molto importanti e devono essere presenti nel mangime in buone quantità. La vitamina “E” è un potente antiossidante che assicura una buona assimilazione sia della vitamina “A” che degli acidi grassi polinsaturi presenti nel mangime. Altra vitamina molto importante è la “C” indispensabile per la protezione dell’ organismo da agenti infettivi e per la neutralizzazione dei radicali liberi.

 

Mangime Artemia Grains 35 Blue Line

Granulato Artemia Grains 35 della “Blue Line”

 

Un’altra raccomandazione è di non esagerare con la somministrazione di cibo poichè un’eccessiva quantità non verrebbe consumata dai guppies e diventerebbe solamente cibo per i batteri, andando così ad inquinare l’acqua della vasca. Inoltre se offriamo troppo cibo ai guppy questi probabilmente mangeranno più di quanto potranno digerire e parte del cibo ingerito sarà espulso con le feci non assimilato; questo provocherà solo un inquinamento dell’acqua e nessun beneficio per i guppies.

Segno che li stiamo alimentando troppo è un eccesso di feci sul fondo della vasca. Un altro fattore che può giustificare l’accumularsi eccessivo di feci è la poca digeribilità del cibo somministrato. Ad esempio un cibo secco contenente un’alta percentuale di sostanze vegetali produrrà più feci poiché contiene un alto tasso di fibre indigeribili. Questo particolare è da tenere in considerazione soprattutto nella somministrazione di cibo secco, badando di offrire ai pesci solo quello che riescono a mangiare in pochi minuti senza che sul fondo della vasca vi sia traccia di cibo non consumato. Una raccomandazione sull’uso del mangime secco: non acquistiamo confezioni troppo grandi con l’illusione di risparmiare! Una volta aperto il barattolo di mangime non deve durare più di due mesi; dopo tale periodo avrà perso quasi tutte le vitamine, soprattutto la C, importantissima per la salute dei guppies. Inoltre il mangime troppo vecchio viene colonizzato da funghi e batteri che diventano veicoli di malattie molto pericolose come ad esempio l’Idropsia.

Per il mangime vivo, naupli di artemia salina, dafnie, ecc., si può essere più tolleranti visto che un leggero eccesso di cibo verrebbe consumato nelle ore successive, anche in considerazione che i naupli di artemia salina in acqua dolce sopravvivono molte ore e che le dafnie, essendo organismi d’acqua dolce si trovano nel loro ambiente naturale. Inoltre, i guppies con una dieta eccessivamente calorica rischiano letteralmente di ingrassare, con conseguenze molto negative sullo stato di salute generale e sulla fertilità.

Come per tutte le cose, insomma, il “troppo guasta” anche nell’alimentazione dei nostri guppy!

© 2013 Testo e foto Nicola Rocco – Tutti i diritti riservati

 

Guppy – Metodi di riproduzione e selezione

Esistono principalmente due metodi per riprodurre e selezionare i guppy. Il metodo che garantisce i migliori risultati, soprattutto quando si cerca di fissare dei nuovi caratteri, è la riproduzione per linee. E’ anche quello, comunque, che porta rapidamente ad un decadimento genetico se  non è correttamente applicato.

Coppia di guppy della varietà Red Grass Glass

Coppia di guppy della varietà Red Grass Glass

 

Il sistema consiste nell’accoppiare sempre la migliore coppia di ogni generazione, praticamente un incrocio tra fratello e sorella: in questo modo però per ogni generazione si perde circa il 50% di diversità genetica e quindi dopo solo due generazioni bisognerà inserire dei nuovi riproduttori non imparentati.

Per evitare ciò, chi intende avvalersi di questo metodo, deve predisporre almeno due linee diverse per ogni ceppo.

In pratica si può procedere nel seguente modo. Ipotizziamo di aver acquistato un nuovo trio di guppies, quindi un maschio e due femmine. Quando quest’ultime saranno pronte a partorire raccoglieremo i piccoli dei due parti in due vasche diverse e li accresceremo separatamente. Sempre senza mischiare gli esemplari della generazione F1 procederemo alla riproduzione della nuova generazione e anche la F2 dovrà essere accresciuta separatamente.

A questo punto si incrociano le due linee e si ricomincia tutto da capo. In pratica le due linee, ogni due generazioni, vanno incrociate tra loro per ridare vigore al ceppo. La purezza del ceppo è un’arma a doppio taglio nel senso che ci permette di ottenere si degli individui con lo stesso fenotipo, cioè dall’aspetto esterno identico, ma anche dal patrimonio genetico troppo povero ed uniforme. Alcuni allevatori, come pure chi scrive, cercano di non tenere dei ceppi estremamente puri, evitando esasperate selezioni.

Guppy Pink White gene

Guppy Pink White gene

Molti dei più famosi allevatori internazionali spesso hanno dei loro ceppi di guppy show anche 3 – 4 linee non imparentate tra loro.

Questo metodo è anche ideale per  incrociare guppy per fissare dei nuovi caratteri, quello che gli americani chiamano “backcrossing“. In pratica per fissare ad esempio un determinato carattere di un maschio, si accoppia questo ad una sua sorella, successivamente si accoppia una figlia con il padre e se ci riusciamo poi anche ad una nipote.

In questo modo ad ogni generazione aumenteranno i maschi che richiamano il fenotipo di quello originario.

Il “difetto” di questo metodo di riproduzione è che porta via tantissimo spazio: se stiamo lavorando con un ceppo già stabile e si vuole risparmiare vasche bisogna seguire allora il metodo di riproduzione seguente. Si tratta del sistema di riproduzione in gruppo.

In pratica si lasciano accoppiare insieme nella stessa vasca 4-5 coppie di riproduttori e si raccolgono i parti di tutte le femmine che vengono accresciuti tutti insieme. In questo modo potremo scegliere i nuovi riproduttori su un più vasto numero di guppies, senza dover ricorrere all’accoppiamento tra consanguinei troppo stretti (in pratica fratello con sorella). Certamente questo sistema è indicato solamente per mantenere geneticamente in buona salute un ceppo già stabile e chiaramente non è indicato per fissare nuovi caratteri in una nuova varietà (in questo caso si deve procedere necessariamente con la riproduzione per linee). Anche questo sistema naturalmente ha i suoi limiti nel senso che prima o poi saremo costretti comunque ad inserire dei nuovi riproduttori non imparentati. Comunque più coppie si inseriscono insieme per la riproduzione e più si allontana questo momento.

© 2013 Testo e foto Nicola Rocco – Tutti i diritti riservati

 

Il crostaceo Artemia salina

Schiuditoio artigianale per cisti di Artemia Salina

Schiuditoio artigianale per cisti di Artemia Salina

 

L’ artemia salina adulta è un crostaceo d’acqua salata molto diffuso in acquariofilia, dove è usata per l’alimentazione dei pesci, sia viva che liofilizzata.

L’artemia che si trova in commercio proviene in gran parte dal “Gran Lago Salato” sito nello stato dello Utah (U.S.A.), dalla baia di San Francisco, dai laghi salati Siberiani e dalla Cina. Dal “Gran Lago Salato” provengono cisti di qualità “Premium”, molto ricche di acidi grassi polinsaturi e particolarmente indicate per nutrire gli avannotti di pesci d’acqua dolce. Hanno una schiusa che si avvicina al 95%  se correttamente conservate e sono garantite prive di residui di pesticidi ed altri inquinanti.

Dalla baia di San Francisco, invece, provengono le cisti “San Francisco Bay”, ancora più ricche di acidi grassi polinsaturi e, rispetto alle “Premium” del Gran Lago Salato, producono un nauplio di dimensioni minori e quindi adatto ad alimentare larve di pesci molto piccole.

Hanno anche una percentuale di acidi grassi polinsaturi più alta e quindi sono più indicate per alimentare larve di pesci marini.

L’ artemia adulta è un alimento prezioso per alimentare i pesci in quanto molto ricca di proteine e di carotenoidi. I naupli appena schiusi sono l’arma vincente per chi deve nutrire degli avannotti, poiché il loro valore nutritivo molto alto favorisce una crescita rapida ed armoniosa degli stessi.

Per far schiudere piccole quantità di naupli potremmo certamente usare i normali schiuditi che troviamo in commercio, anche se per esperienza personale, posso dire che non sono molto pratici. Per ottenere invece quantità di naupli superiori, bisognerà procedere come segue.

Si prenda una bottiglia in plastica da due litri e vi si tagli il fondo della stessa, lasciando però ben avvitato il tappo. Fatto ciò si capovolge la stessa e si versa al suo interno la quantità di cisti da far schiudere e la si riempie di acqua dolce a cui si devono aggiungere circa 30 grammi di sale da cucina: praticamente circa 15 grammi per ogni litro di acqua che si usa e per essere ancora più pratici basterà aggiungere tre cucchiaini da caffè di sale per ogni litro. Non bisogna però esagerare con il sale poiché i naupli con una dose superiore a quella consigliata di 15 grammi/litro, hanno una schiusa molto inferiore. A questo punto si mette a bagno la nostra bottiglia in una vaschetta di pochi litri, in cui dovrà essere posizionato un riscaldatore che porti la temperatura dell’acqua attorno ai 28-29 °C. All’ interno della bottiglia di immerge un tubicino rigido che arrivi fino al fondo della stessa , il quale, a sua volta, dovrà essere collegato ad un aeratore che assicuri la movimentazione e l’ossigenazione delle cisti all’interno della bottiglia. Con una temperatura di 28-29 °C, i naupli si avranno dopo circa 24 ore di incubazione: è importante che i naupli vengano utilizzati subito dopo la schiusa, poiché con il passare delle ore assorbono il loro sacco vitellino ricco di preziose sostanze nutritive e perdono così in valore nutritivo. Trascorso il tempo necessario alla schiusa, si toglie l’areazione e si lascia trascorrere circa 10 minuti, tempo necessario ai naupli per depositarsi sul fondo della bottiglia (quindi verso il collo della stessa dato che è stata rovesciata) ed ai gusci vuoti di andare a galla. Quando il collo della bottiglia sarà diventato di un bel colore arancione, allora potremo aspirare i naupli usando lo stesso tubicino rigido utilizzato per la movimentazione delle cisti.  In questo modo aspireremo solo i naupli mentre i gusci rimarranno attaccati alle pareti della bottiglia.

Con questo sistema, molto pratico e veloce, possiamo ottenere qualsiasi quantità di naupli, avendo però l’accortezza di far schiudere per ogni bottiglia al massimo 10 ml di cisti, poiché una quantità eccessiva fatta incubare in una singola bottiglia da risultati poco soddisfacenti in termini di percentuale di schiusa.

Una volta che i nostri naupli sono stati filtrati attraverso il colino per artemia, bisognerà sciacquarli molto bene con acqua dolce, per eliminare i residui di sale, i cataboliti prodotti durante la schiusa ed abbassarne la carica batterica.

Proprio a proposito di batteri, conviene sterilizzare i contenitori utilizzati per la schiusa delle cisti ad ogni schiusa.

Per questa operazione molti usano l’acido cloridrico. Personalmente io uso una soluzione  salina molto concentrata (350 grammi/litro di sale da cucina) che al contrario dell’acido cloridrico non è ne tossica ne pericolosa.

Normalmente dopo aver raccolto i naupli, svuoto la bottiglia dalla rimanente acqua, la spazzolo con uno spazzolino per bottiglie e la sciacquo con abbondante acqua dolce.

Fatto ciò immergo la bottiglia, con tutti gli altri attrezzi che uso per la schiusa, in una vaschetta con la citata soluzione salina. Tutta l’attrezzatura va lasciata immersa per almeno quattro ore: in questo lasso di tempo si ottiene una sufficiente disinfezione dovuta all’azione del sale. Ultimamente va “molto di moda” l’arricchimento dei naupli con mix di olii ricchi di acidi grassi omega 3 e omega 6: ho letto in giro autori che consigliano questa pratica e non si capacitano come tale tecnica, ormai di prassi comune negli impianti industriali di ittiocoltura, sia pressoché sconosciuta nel mondo acquariofilo. La risposta è semplice. A parte l’impegno che occorre per effettuare in modo corretto tale operazione c’è da dire che per tirare su dei bellissimi avannotti di guppy, non è assolutamente necessario arricchire i naupli, basta solo usare delle cisti di ottima qualità (le migliori per avannotti di pesci d’acqua dolce sono senz’altro le “Premium” provenienti dal Gran Lago Salato negli U.S.A.) e somministrarle non appena schiudono. Certamente se dovremmo nutrire nei primi giorni di vita, delle larve di pesci marini allora l’arricchimento dei naupli sarebbe consigliabile se non indispensabile (in questo caso è indispensabile usare cisti “San Francisco Bay” sia per le dimensioni minute del nauplio sia per la maggiore percentuale di acidi grassi che già normalmente contengono) per avere dei buoni risultati, sia in termini di crescita che di sopravvivenza. Ma questa è un’altra storia!

Nel corso del 2006 ho iniziato ad usare nel mio allevamento le cisti di artemia salina decapsulate secche. Queste vengono decapsulate mediante acidi e poi essiccate. Chiaramente non sono adatte alla schiusa poiché ormai il nauplio all’interno è morto, ma possono essere somministrate direttamente agli avannotti e guppy adulti come un qualsiasi microgranulato oppure si possono far reidratare qualche minuto con un po’ d’acqua a cui si possono aggiungere un paio di gocce di vitamine. La differenza rispetto ai naupli vivi, in termine di crescita degli avannotti, sicuramente c’è, soprattutto   nelle prime 2-3 settimane di vita.

A mio giudizio credo che la differenza non sia da ricercare esclusivamente sotto il profilo nutrizionale (che  probabilmente ci sarà per vari motivi), ma anche da imputare al fatto che i piccoli appena nati sono maggiormente attratti da prede in movimento come lo sono appunto i naupli.

C’è anche da dire che gli avannotti, soprattutto nei primi giorni di vita, non vengono volentieri in superficie ad alimentarsi e se si considera che le cisti decapsulate secche,  inizialmente galleggiano e  affondano poi con molta lentezza, spiegherebbe il deficit nutrizionale riscontrato nelle prime settimane di vita rispetto ai naupli vivi. Una volta che i piccoli vengono a galla ad alimentarsi le cose cambiano.

Infatti, dopo tale periodo, le cisti decapsulate secche, riguadagnano terreno rispetto ai naupli vivi, dimostrando di poter far sviluppare ottimamente i piccoli guppies senza la necessità di far schiudere cisti.

Ho iniziato a somministrare le cisti di artemia decapsulate, come alimento esclusivo, dopo la 2^ settimana di vita, affiancando  a queste anche un buon microgranulato specifico per avannotti che presenti almeno il 50% proteine e il 15% grassi.

Ottimo quello che uso attualmente denominato “Artemia Grains” della linea “Blue Line” (www.blue-co.it), un microgranulato che viene usato negli impianti di acquacoltura professionale per svezzare molto precocemente le larve di pesci dai naupli di Artemia Salina. E’ ricco in vitamine (Vit. C 2000 mg – Vit. E 700 mg – Vit A 30000 mg – Vit. D 2500 mg), ha un alto tenore in proteine e grassi (proteine 55% – grassi 14%) ed è arricchito con gli stessi acidi grassi che vengono usati negli impianti professionali per arricchire i naupli di Artemia Salina prima di somministrarli alle larve di pesci.

 

Artemia Grains Grade 35 Blue Line

Artemia Grains Grade 35

 

Altri vantaggi delle cisti decapsulate secche sono l’assenza di eventuali patogeni, che vengono rimossi durante l’operazione di decapsulazione e la totale assenza di batteri che invece si sviluppono durante la fase dell’incubazione e schiusa, che spesso portano all’esplosione di batteriosi soprattutto in vasche poco pulite e troppo affollate.

Certamente con questo non voglio dire che si possano usare come cibo esclusivo dalla nascita, però sono una valida integrazione alla dieta di guppy di qualsiasi età e sono estremamente utili nella fase di svezzamento dei giovani pesci.

Tra l’altro si conservano molto bene a temperatura ambiente e costano anche meno rispetto alle cisti da schiudere di qualità “Premium”.

Per chiudere l’argomento devo dire che le cisti decapsulate in commercio si trovano anche conservate in soluzione salina: in questo caso il nauplio all’interno è vivo, perciò sono adatte anche ad essere schiuse.

 

© 2012 Testo e foto Nicola Rocco – Tutti i diritti riservati

Il guppy e la sua selezione

Snakeskin Yellow Lace guppy

Snakeskin Yellow Lace guppy

 

Per iniziare con successo la selezione di guppy show non si può certo partire con pesci provenienti da allevamenti commerciali asiatici in quanto difficilmente rientrerebbero negli standard internazionali e anche in considerazione del fatto che molte delle più belle varietà americane e giapponese non si trovano in negozio. La cosa migliore è quella di procurarsi qualche coppia di razza pura da un allevatore oppure bisognerebbe partecipare ad un concorso di guppy show ed approfittare dell’asta finale dei guppy per procurarsi qualche coppia con cui iniziare.

In principio conviene orientarsi su una sola varietà e solo successivamente, una volta preso un pò di pratica, allargare l’attenzione ad altre. Per prima cosa ci vuole una vasca per la coppia riproduttrice che volendo può essere anche di soli 20-30 litri, dotata di un filtro interno funzionante ad aria.
A questa vasca occorre affiancare altre vasche della capacità di circa 20-40 litri, in cui ospitare i piccoli nati.

Per mantenere una buona selezione della linea di guppy che vogliamo allevare, dobbiamo dedicare loro almeno 6 vasche. Queste vasche devono essere prive di materiale di fondo e di qualsiasi altro arredamento.
Per assicurare una riproduzione ottimale bisogna evitare inutili stress sia alla femmina riproduttrice che ai piccoli nati.  Per questo motivo è consigliabile ospitare la femmina prossima al parto direttamente nella vasca in cui poi gli avannotti dovranno crescere; bisogna avere l’accortezza di introdurre, in questa vasca, un certo volume di fibra sintetica verde che offrirà rifugio agli avannotti evitando che possano costituire una possibile preda per la genitrice.  In una vasca di circa 30-40 litri, potremo accrescere un parto di piccoli fino all’età di circa un mese e mezzo. Dopo tale periodo bisogna dividere i piccoli per sesso e sistemarli in due vasche separate.  In questa occasione si possono già eliminare piccoli che dovessero presentare delle malformazioni o la cui crescita sia molto lenta in confronto al resto dei piccoli, in quanto sicuramente saranno da adulti dei soggetti non idonei per proseguire una selezione in linea.  Quando i nostri guppies avranno raggiunto i quattro mesi di vita, quindi ormai semi adulti, si può passare ad un’ulteriore selezione dei pesci.  A quest’età i maschi sono completamente colorati e quindi si possono eliminare i soggetti con delle imperfezioni della livrea o delle pinne.
Per continuare la selezione in linea dobbiamo selezionare un maschio ed una femmina di buona taglia, vitali, dai colori uniformi ed accesi e dalle pinne ampie e perfette (oltre che rientranti nello standard cui appartiene la coppia riproduttrice). Quando saremo certi di avere scelto la coppia giusta, si può passare al primo accoppiamento tra due soggetti “F1”. I figli di questa coppia saranno soggetti “F2” e così via.
L’eccessivo incrocio tra consanguinei però, provoca un impoverimento genetico che porta nei soggetti una tendenza ad ammalarsi più facilmente ad avere un corpo di taglia piccola, una scarsa fertilità e vitalità.

Per evitare questo si può procedere in diversi modi, come illustrato nell’articolo Metodi di riproduzione nella selezione del guppy.

 

© 2012 Testo e foto Nicola Rocco – Tutti i diritti riservati

Coltivare piante in vasche di allevamento di guppy

Cladophora

Cladophora

 

Mi dedico all’allevamento e alla selezione dei Guppy ormai da quasi 12 anni ed  ho sempre utilizzato vasche prive di fondo, perchè questo facilita la manutenzione delle stesse in occasione dei cambi d’acqua settimanali, permettendo di sifonare completamente il fondo, così da poter allevare un maggior numero di guppy a parità di litri della vasca. In quest’ottica ho sempre escluso la possibilità di coltivare piante nelle mie vasche, anche per assenza del materiale di fondo, quasi percepite come un disturbo verso l’allevamento dei pesci. Con il passare degli anni mi sono però dovuto ricredere. Dopo aver operato all’inizio un controllo sanitario molto attento sugli esemplari di guppy della mia fish room, la mia attenzione si è poi rivolta alla qualità dell’acqua, sia sotto l’aspetto delle sostanze azotate presenti, come ammoniaca, nitriti e nitrati che della carica batterica libera in acqua (direttamente proporzionale alle sostanze organiche presenti). Questo perché, alle volte, nelle mie vasche nuotano più pesci di quelli che potrebbero essere ospitati e vi posso garantire che con i guppy è facile andare “fuori range” con il numero di esemplari per vasca. D’altro canto io allevo esclusivamente guppy della varietà “Coda a Triangolo” (detti anche Delta), quindi dalle ampie e fluenti pinne, varietà molto bella ma più sensibile agli inquinanti presenti in vasca e di conseguenza alla carica batterica della stessa.
Il problema è che quando i guppies arrivano ad un’età di 3-4 mesi, se troppo affollati, possono facilmente essere soggetti ad attacchi batterici alle pinne in fase di sviluppo, soprattutto la caudale, che se non addirittura corrodersi, può comunque riportare dei danni (tagli, sfrangiature, ecc.) tali da far escludere il soggetto colpito dal partecipare a qualche concorso di guppy show.
Negli ultimi due anni, in particolare, ho iniziato a lavorare molto per non incorrere in questo inconveniente. La prima cosa che ho dovuto fare è stata quella di ridurre il numero di varietà allevate, per avere uno spazio maggiore a disposizione. Ho eliminato dalla mia fish room tutte le varietà che non erano Snakeskin e Moscow, traendone un gran beneficio in termini di spazio a disposizione.
Avendo più spazio ho potuto dividere i vari parti di guppy in più gruppi, riducendo così il numero di avannotti per ogni vasca. Già così i valori degli inquinanti, soprattutto nitrati e fosfati, erano diminuiti. Non ero però ancora soddisfatto. Volevo provare a coltivare anche delle piante acquatiche. Iniziai allora a dotare tutte le vasche di un’illuminazione supplementare, visto che fino a quel momento ne erano prive, in quanto per illuminare la stanza usavo due neon posizionati sul soffitto, certamente insufficienti per far crescere le piante nelle vasche (anche se alcune vasche ricevono la luce diretta del sole per qualche ora al giorno, soprattutto in primavera ed in estate). Ho passato alcune settimane a montare il nuovo impianto di illuminazione sulle vasche, corredato di tubi neon T5.

Finito il lavoro elettrico, mi sono posto il problema di quali piante scegliere che dovevano essere molto spartane, dalla crescita veloce (per eliminare quanti più inquinanti possibile dall’ acqua) e non troppo esigenti in fatto di luce. Dovevano essere piante “facili” anche perchè non mi avrebbero dovuto portare via troppo tempo nella loro cura per non distrarmi troppo dall’ allevamento dei guppies. Durante una passeggiata in campagna ero rimasto molto colpito da un fontanile, coperto da una tettoia, quindi non raggiunto direttamente dalla luce del sole, il cui specchio d’acqua era completamente coperto da una pianta galleggiante: La Lemna!

 

Lemna Minor in acquario

Lemna Minor in acquario

 

Dopo aver riflettuto un po’, decisi di provare proprio con questa piantina galleggiante e mi sono procurato una piccola quantità di Lemna Minor dal mio negoziante di fiducia (non la presi dal fontanile per paura di introdurre dei parassiti). La inserii in una vasca priva di pesci, per farle fare un periodo di quarantena di circa 5 settimane, per scongiurare il pericolo di portare qualche parassita dalle vasche delle piante del negozio che potesse attaccare i miei guppies. La Lemna attecchì subito e dopo circa 2 settimane dall’inserimento aveva completamente coperto la superficie dell’acqua della vasca. Contemporaneamente ho provato anche altre soluzioni, inserendo delle Felci e dei Muschi, ma la Lemna si è dimostrata la migliore per il mio scopo, essendo molto rustica, praticamente senza bisogno di cure e dalla crescita esplosiva. Con l’inserimento di questa pianta galleggiante anche nelle vasche in cui accresco avannotti, il tasso dei nitrati non supera mai i 20-30 mg/l, neanche a distanza di 7-8 giorni dall’ultimo cambio parziale dell’acqua. L’attività che svolgono le piante in acquario, in generale, si possono riassumere così: 1) Eliminano dall’acqua ammoniaca, nitriti e nitrati; 2) Assorbono buone quantità di metalli pesanti dall’acqua come rame, piombo, alluminio, ecc.; 3) Stabilizzano il Ph consumando CO2 durante la fotosintesi e rilasciando ossigeno; 4) Offrono un substrato su cui possono svilupparsi batteri e microrganismi utili al sistema “acquario”.

Vediamo più nei particolari i vantaggi di avere nelle vasche dei guppies delle piante a crescita rapida, come appunto al Lemna o altre galleggianti o comunque piante sommerse dalla crescita rapida.
Normalmente per allevare guppy tutti usano acqua di rubinetto, aggiungendo del biocondizionatore per eliminare Cloro, Clorammine e metalli pesanti, molto nocivi per le branchie e la mucosa dei nostri beniamini. A parte il Cloro, l’eliminazione dei metalli pesanti può essere migliorata con l’introduzione di piante in vasca. I metalli pesanti come il rame, lo zinco, l’alluminio, il piombo, ecc, sono tossici per i pesci perchè si legano alle molecole organiche. In realtà sono tossici a determinate concentrazioni, per qualsiasi essere vivente, uomo compreso. Anche le piante, d’altronde, possono risentirne per un elevato accumulo di metalli pesanti nei loto tessuti, così come ne soffrono per determinate carenze. Nei pesci la tossicità dei metalli pesanti si può presentare a diversi livelli, a secondo se si tratta di avannotti o pesci adulti ed è inversamente proporzionale. Questo comporta che, ad esempio, avannotti esposti a concentrazioni troppo elevate di metalli, avranno uno sviluppo lento, potranno manifestare deformazioni scheletriche e in generale essere più predisposti a patologie. Anche gli adulti, del resto (a parità di concentrazione sono meno sensibili degli avannotti), se esposti a livelli elevati di metalli per un tempo prolungato manifesteranno comunque segni di malessere come ad esempio la mancanza di appetito e scarsa predisposizione alla riproduzione. La durezza dell’acqua, così come pure il Ph, influenza molto la tossicità dei metalli, infatti questi sono più tossici in acqua tenera e acida piuttosto che in acqua dura e basica. Questo si spiega perchè in acqua dura c’è una gran quantità di calcio e carbonati, che contrastano l’assorbimento dei metalli da parte dei pesci. Anche il carbonio organico, come ad esempio le sostanze umiche prodotte dalla decomposizione di materia organica morta di origine vegetale, è un eccellente protettivo per i pesci. Esso lega grandi quantità di metalli pesanti e micronutrienti, rendendoli meno assimilabili da parte dei pesci e disponibili invece per le piante acquatiche.
Ad occhio nudo il D.O.C. (Carbonio Organico Disciolto) non si vede, a meno che non sia in concentrazioni molto alte (come puo’ capitare in un acquario con acqua molto vecchia) ed allora diviene visibile perchè rende l’acqua di colore giallognolo. L’importanza di coltivare piante in acquario è ancora più evidente, quindi, per quanto detto sopra, potendo queste assorbire e accumulare molto velocemente nei loro tessuti grandi quantità di metalli pesanti che poi possono essere eliminati dal “sistema acquario”, quando potiamo le piante o sfoltiamo quelle galleggianti. Certamente anche in presenza di piante in vasca è utilissimo trattare l’acqua dei cambi con un buon biocondizionatore che ci assicura nell’ immediato anche  una veloce eliminazione del cloro, molto pericoloso per le branchie e la cute dei nostri pesci, oltre che legare buone quantità di metalli pesanti. Mentre il biocondizionatore ci assicura una protezione immediata dalla tossicità dei metalli pesanti, le piante, dal canto loro, ci offrono una protezione continua ed a lungo termine. La funzione delle piante in acquario certamente non finisce qui. Un’ altro grande aiuto che ci offrono è quello della rimozione dell’ammoniaca , molto tossica anche a concentrazioni molto basse. Parlo direttamente di ammoniaca e non di ammonio, perchè chi alleva guppy nella quasi totalità dei casi, lo fa utilizzando acqua di rubinetto, con durezza medio-alta e Ph solitamente alcalino. Nelle mie vasche, oltre ad avere una durezza media (Gh 16 – Kh 10), il Ph è 8, quindi nettamente alcalino. Con Ph superiore a 7 l’ ammonio presente in vasca viene convertito in ammoniaca, una sostanza molto pericolosa e tossica, perchè viene assorbita facilmente attraverso la membrana cellulare sia dai batteri che dai pesci. Questo perchè l’ammoniaca non ha carica elettrica a differenza di altre sostanze come ad esempio l’ammonio. In acquario, per non  avere problemi, il tasso di ammoniaca totale dovrebbe non essere rilevabile con i comuni test e comunque mai superiore a 0,01 mg/litro. Certamente un filtro ben funzionante, maturo e proporzionato rispetto al carico organico da smaltire, ci assicurerà un tasso di ammoniaca totale sicuramente non rilevabile. Una vasca ricca di piante, anche galleggianti, ci metterà comunque al riparo da eventuali picchi di ammoniaca, come puo’ capitare ad esempio, dopo un’ abbondante somministrazione di cibo, un cambio d’acqua con pulizia dei materiali filtranti, un blackout  elettrico che blocchi il filtraggio per un certo tempo, ecc. Quello che voglio dire è che nelle mie vasche sto usando la Lemna Minor come una sorta di ruota di scorta per gli imprevisti che, proprio per la loro natura, non sono certo in grado di prevedere. Dopo l’ ammoniaca c’è un’altra molecola che, secondo me, è anche più facile da rinvenire in acquario rispetto all’ ammoniaca e cioè i nitriti. Ero stato sempre convinto che una volta maturato il filtro, in acquario non si potessero mai rilevare tassi pericolosi di nitriti, ma negli ultimi tempi mi sono dovuto ricredere. Spesso nelle mattinate passate presso il mio negoziante di fiducia, ho assistito ad analisi effettuate su campioni d’acqua portati al negozio da clienti che davano come risultati valori di nitriti fuori range, nonostante si trattasse di acquari di pesci tropicali, sia d’acqua dolce che marina, con filtri funzionanti da molto tempo. Certamente, direte voi, ad un certo punto in questi acquari sono sorti dei problemi e questo probabilmente è anche vero. Comunque c’è da dire che le fonti di produzione di nitriti in acquario sono diverse, essendo questo prodotto da diversi processi batterici ad opera di batteri anaerobici. Questo è un buon motivo per tenere l’ acquario con il fondo ben pulito, evitando accumuli di melma ed assicurando una corretta circolazione dell’acqua per evitare che vi siano zone con carenza d’ossigeno. Il valore dei nitriti in acquario, per non essere pericoloso per i pesci tropicali (o anche d’acqua fredda come i pesci rossi) e invertebrati, non dovrebbe essere rilevabili con i comuni test liquidi per acquariofilia e comunque non superare la soglia dei 0,01 mg/litro. Un livello alto di nitriti, anche se non ancora mortale, porta comunque con il passare del tempo a problemi nei pesci, come ad esempio scarsa predisposizione alla riproduzione, crescita stentata e deformazioni del corpo ed in generale una maggiore predisposizione alle più svariate patologie. I nitriti sono tossici per i pesci d’ acquario, principalmente perchè impediscono all’ ossigeno di legarsi all’emoglobina del sangue. Coltivare in acquario piante acquatiche a crescita rapida, come ad esempio la Lemna Minor, la Salvinia Natans, Pistia Stratiotes, ecc., ci offre un buon paracadute per qualsiasi inconveniente che possa capitare, soprattutto quando parliamo di acquari in cui magari alleviamo decine di giovani guppies in accrescimento (o comunque avannotti o giovani pesci di altre specie). I nitrati, invece, non costituiscono assolutamente un problema, anche perchè per diventare pericolosi dovrebbero superare la soglia dei 100 mg/litro. Per tenerli a valori accettabili per i pesci (< 50 mg/litro) e gli invertebrati (<20 mg/litro), sono più che sufficienti i regolari cambi parziali dell’ acqua che devono essere più frequenti quanto più sono affollati i nostri acquari. Anche qui, però, ci vengono in aiuto le piante acquatiche.  Nelle mie vasche in cui c’è una crescita esplosiva della Lemna Minor, ho potuto diradare i cambi parziali dell’ acqua che, da cadenza settimanale, sono passati ad intervalli di 9-12 giorni. Nonostante ciò, il valore dei nitrati misurati in questi acquari (che normalmente possono ospitare anche 30-40 giovani guppy su 32 litri circa di capacità della vasca) non superano mai i 20 – 30 mg/litro. Veramente eccellente se penso che prima dell’introduzione della Lemna Minor ho misurato anche valori di nitrati superiori a 50 mg/litro, con il cambio parziale dell’acqua ogni 6-7 giorni al massimo. In pratica la Lemna Minor mi risolve in parte il problema alla radice, fungendo da filtro che assorbe l’ammoniaca prima che il filtro dell’ acquario lo possa “digerire” e trasformare in nitriti prima e nitrati poi.

 

© 2012 Testo e foto Nicola Rocco – Tutti i diritti riservati

Artemia Salina – Allevamento e riproduzione

Schiuditoio per cisti di Artemia Salina

Schiuditoio per cisti di Artemia Salina

 

L’ Artemia Salina adulta è un ottimo alimento per i pesci d’acquario, essendo ricca di proteine e di carotenidi. Tramite l’ Artemia Salina possiamo somministrare ai nostri pesci qualsiasi tipo di cibo, sia di origine animale che vegetale. Infatti l’artemia accetta qualsiasi tipo di cibo, purchè sia sufficientemente piccolo.

Esse si alimentano di tutto ciò che ha una dimensione massima di 50 micron. Per iniziare l’allevamento delle artemie, si può scegliere tra due soluzioni: allevamento tradizionale o allevamento intensivo.

Per l’allevamento tradizionale è sufficiente approntare una bacinella in materiale plastico, possibilmente per alimenti, di circa 10-20 litri, riempiendola con acqua dolce declorata a cui aggiungeremo circa 33 grammi/litro di sale da cucina (volendo si può usare anche il sale marino per uso acquariofilo). La durezza dell’acqua che usiamo deve essere il più alto possibile e comunque non inferiore a 15 Gh, mentre il Ph deve essere mantenuto tra 7,5 e 8,5.

Dopo aver fatto ben areare l’acqua con il sale in soluzione e portato la temperatura della stessa ad un valore compreso tra 26 e 29 °C, si possono aggiungere i primi naupli. In questa prima fase se ne devono aggiungere pochissimi che in pratica faranno da pionieri e prepareranno la strada agli altri che seguiranno in numero più cospicuo. Per il secondo inoculo di naupli toccherà far trascorrere almeno una settimana.

Le maggiori difficoltà si incontreranno nei primi 6-8 giorni, in quanto i naupli sono molto sensibili all’inquinamento da ammoniaca, mentre i soggetti sub adulti sono più tolleranti rispetto alle sostanze inquinamenti dell’acqua in cui nuotano.

Per questo motivo, soprattutto nei primi giorni, toccherà essere parsimoniosi nella somministrazione di cibo, per non provocare dei picchi di ammoniaca che decimerebbero l’intera colonia di artemie.

Come cibo possiamo usare lievito di birra, sia quello fresco per la panificazione che quello secco in polvere, mangimi specifici per artemia salina, alga spirulina in polvere, mangime in pasticche con un’alta percentuale di spirulina, ecc.

Per il dosaggio, empiricamente, consiglio di somministrare tanto cibo fino a rendere l’acqua di cultura leggermente torpida: quando l’acqua sarà tornata quasi limpida si può somministrare dell’ altro alimento.

Il deposito che si formerà sul fondo della vaschetta, non deve essere rimosso in quanto aiuta a stabilizzare tutto il sistema.

Alla temperatura di 28 °C l’ artemia diventa adulta dopo circa 8 giorni e sarà sessualmente matura al 16° giorno di vita. Se tutto va bene, settimanalmente bisognerà effettuare dei cambi parziali d’acqua per far diminuire gli inquinanti presenti. Per far ciò prepareremo preventivamente la quantità d’acqua necessaria per il cambio, facendola ben areare.

L’ acqua sostituita andrà fatta passare attraverso un colino per artemia, per evitare di eliminare, insieme all’acqua, anche le artemie. Se tutto prosegue bene, dopo circa 20-30 giorni dall’inizio dell’allevamento, le nostre artemie incominceranno anche a riprodursi. Le artemie in condizioni ambientali normali si riproducono producendo naupli vivi, mentre in condizioni di stress, come ad esempio l’alta salinità dell’acqua e la scarsità di cibo, producono delle uova perenni (cisti).Per esperienza, posso aggiungere, che questo per il normale acquariofilo è un aspetto trascurabile, nel senso che il nostro obiettivo è quello di far accrescere la nostra colonia di artemie, indipendentemente da come questo avverrà.

Il sesso nelle artemie adulte si distingue molto bene, avendo i maschi due appendici a pinza con le quali si agganciano alle femmine durante la copula; le femmine invece portano alla fine dell’addome un grappolo ben evidente di uova. I maschi pronti a riprodursi afferrano le femmine con le appendici e rimangono a loro ancorati per un periodo che varia da poche ore a qualche giorno. Spesso ho potuto osservare che ad un maschio già ancorato ad una femmina si attaccano altri maschi, formando così una specie di trenino che vaga per tutta la vaschetta, veramente molto divertente da vedere.

 

Schiuditoio artigianale per cisti di Artemia Salina

Schiuditoio artigianale per cisti di Artemia Salina

 

Allevamento intensivo.

Un discorso a parte va fatto per l’allevamento intensivo.

Questo tipo di allevamento ha il vantaggio, rispetto al sistema precedente, di poter ottenere quantità più elevate di artemie adulte con uno spazio minimo. Le difficoltà però sono maggiori e spesso, soprattutto ai primi tentativi, si hanno sovente dei fallimenti. Per iniziare un allevamento intensivo ci occorre una bottiglia, anche di plastica, da due litri.

Questa va riempita con acqua dolce alla quale aggiungeremo circa 60 grammi di sale da cucina, non iodato.

A questo punto introduciamo all’interno uno o due tubicini rigidi collegati ad un areatore che ci assicurerà una lieve movimentazione dell’ acqua che, principalmente, servirà ad evitare che l’alimentazione fornita alle artemie sedimenti sul fondo della bottiglia, oltre naturalmente a favorire l’ossigenazione dell’acqua di cultura.

Il punto più critico per questo tipo di allevamento è l’alimentazione.

In questo caso avremo a che fare con un numero di naupli/litro enormemente più grande rispetto all’allevamento tradizionale (si può arrivare anche a 40.000 naupli/litro), anche perché in questo caso il nostro obiettivo è quello di accrescere fino alla taglia desiderata le nostre artemie e non quello di ottenerne anche la riproduzione.

Come alimento di base si può usare il lievito di birra, integrato con alga spirulina in polvere ed un pizzico di mangime specifico per Artemia Salina. La somministrazione però deve avvenire in piccole dosi giornaliere, meglio se frazionate in due mini dosi, una la mattina ed una il pomeriggio.

Lo scopo di tutto ciò è di evitare che dato l’alta densità per litro di artemie, un eccesso di cibo provochi un picco di ammoniaca con conseguente avvelenamento di tutta la cultura.

Un altro fattore da non trascurare è che bisogna alimentare costantemente le nostre artemie, anche se in piccole dosi, per evitare di avere una carenza di alimentazione.

Un’altra accortezza è di installare sopra la cultura di artemie una lampada, del tipo “a risparmio energetico”, da 8 watt, lasciandola accesa almeno 12 ore al giorno.

Avrete intuito che per questo tipo di allevamento si lavora tutto al limite e quindi bisognerà prenderci un po’ la mano nel dosare sia i naupli da introdurre che le dosi di cibo da somministrare.

Per alimentare i miei guppy show adulti e sub adulti, utilizzo l’allevamento intensivo (per ragioni di spazio) e ad una temperatura di circa 29 °C, dopo 8-9 giorni, le artemie raggiungono già una taglia di circa 4-5 mm, più che sufficiente per il mio uso.

Naturalmente con questo tipo di allevamento avremo anche delle perdite molto alte di artemie che, nel mio caso, dopo circa 8 giorni di allevamento si riducono di circa il 50%, anche se come massa viva superano di parecchio quella iniziale, visto che nel frattempo i naupli rimasti in vita hanno più che triplicato la loro taglia.

Se proseguiamo l’allevamento per ottenere una taglia maggiore delle artemie, dovremmo effettuare dopo la prima settimana, un cambio d’acqua di circa il 40-50%, per eliminare l’eccesso di inquinanti.

© 2012 Testo e foto Nicola Rocco – Tutti i diritti riservati